UOMINI CHE SPARISCONO ALL’IMPROVVISO

Facciamocene una ragione. Quando un uomo scompare dai nostri radar, non è stato rapito dagli alieni né tanto meno risucchiato da un buco nero nello spazio. Semplicemente non ha più voglia di farsi sentire. Ma mandare giù questa verità non è per niente facile. Perché apparentemente era tutto assolutamente perfetto: vi stavate frequentando e i suoi segnali ti facevano ben sperare. E ora invece, davanti all’evidenza della sua assenza, alla chiusura delle sue comunicazioni, al suo defilarsi senza spiegazioni, devi affrontare questa spiacevole situazione. Ma come? Ne abbiamo parlato con Maria Claudia Biscione, psicosessuologa presso l’Ospedale Israelitico di Roma, che ci ha spiegato perché accade e come comportarsi per uscirne illese e senza frustrazioni.

Quali possono essere i motivi che portano un uomo a sparire all’improvviso?
“Banalmente perché non è più interessato. Ovviamente va distinto se parliamo di una sparizione a seguito di un flirt iniziale, magari anche virtuale, oppure se si è di fronte a una vera relazione. In questo caso la sparizione dell’altro, che può davvero rappresentare un evento traumatico e destabilizzante, nasconderà un disagio o delle problematiche inerenti alla coppia inespresse e sottaciute. Evidentemente si trova nella ‘fuga’ la migliore strategia per troncare qualcosa che non soddisfa più e che è preferibile cancellare, appunto, svanendo. A volte può anche rappresentare un moto punitivo e vendicativo verso l’altro, che non ha saputo ascoltare, che non ha voluto cogliere, che ha scelto di non capire o sentire e che, magari, con i suoi comportamenti ha fatto male e ha scatenato il bisogno di dileguarsi. Eclissarsi senza dare un perché è comunque un gesto, seppur a volte inconsapevole nella volontà di ferire, ‘violento’ ed egoista. É un atteggiamento che, escludendo l’altro da un confronto, dà un ‘potere’ solo apparente, nascondendo in realtà, un’immaturità, una debolezza e un’inconsistenza comunicativa. Qualunque siano le motivazioni, è la difficoltà di sapersi spiegare e sostenere la propria posizione che risalteranno e che identificheranno il ‘fuggitivo’, come chi non sa affrontare un dialogo e che ha una competenza emotiva e relazionale lacunosa”.
Di solito che tipo di uomo è? Tracciamo un identikit?
“Parlerei di una persona che ovviamente ha una forte ed esclusiva centratura su di sé. Un gesto così netto nel chiudere una comunicazione ha una funzionalità solo per chi la mette in atto, lasciando l’altra con mille domande aperte, dubbi e ansie che spesso rimangono senza risposta e contraddittorio. Inoltre, veicola un messaggio molto svalutante : ‘Tu non meriti un confronto, quindi non vali abbastanza per me’. In altri casi questa chiusura è lo specchio di un atteggiamento gravemente superficiale, spesso, anche favorito proprio dai social stessi, che nell’apri e chiudi delle chat e delle finestre dei profili altrui, rende con un semplice click gli incontri scatole in cui entrare e uscire a proprio piacimento, con una modalità che si presuppone sia ‘emotivamente’ condivisa da tutti”.
È possibile che dietro questo suo comportamento non ci sia cattiveria?
“Certo. Non credo che chi sparisca lo faccia sempre con la precisa intenzione di ferire l’altro, ma piuttosto è il focus che risulta orientato al proprio esclusivo vantaggio di interrompere un’interazione che non soddisfa più. Può capitare che a guidare tale atteggiamento sia l’incapacità di dire con sincerità che non è ‘scattata la molla’, insomma che non gli piacete abbastanza. Sparire diviene quindi un modo ‘vigliacco’, ma efficace perché veloce, indolore, e soprattutto privo di strascichi comunicazionali che probabilmente non si riesce o non si ha voglia di gestire”.
È vero che come spariscono, spesso e purtroppo, ritornano?
“In genere ricompaiono lì dove la chiusura faceva parte di un gioco relazionale (non sempre condiviso con la lei di turno), in cui il presupposto della conoscenza era la ‘leggerezza’ e che, in nome di questo, può far sentire autorizzati a un comportamento totalmente ‘disimpegnato’, anche nei codici basilari dell’educazione. Spesso questi uomini sentono che non fanno niente di male, perché nulla hanno messo per davvero di sé nell’incontro virtuale o reale, o perché credono di aver chiarito in origine la loro posizione anti-vincolo e anti-legame. Più è bassa la consapevolezza di aver fatto un torto sparendo, più sarà alta la probabilità di un ritorno, perché ci si sentirà autorizzati con la stessa superficialità a riaffacciarsi all’altro. Lì dove il legame era più saldo e duraturo credo che, invece, il ritornare abbia in sé una responsabilità che andrà spiegata, giustificata e portata ‘all’esame’ dell’altra, perché più consci di un possibile e probabile rifiuto”.
Come vivono l’amore e la seduzione questi uomini?
“Non userei delle categorie necessariamente standardizzate. Come spesso accade, l’amore è una cosa semplice, e, così, quegli stessi uomini, che in alcuni casi codardamente si sono dileguati da una storia, potranno apparire in altre perfettamente in grado di vivere appieno il legame sentimentale. Porrei, piuttosto, l’attenzione sull’interazione che si crea e su quali sono magari i segnali che possono far capire il rischio che l’altro, più che interessato a noi, sia interessato all’idea di quel gioco interpersonale che si sta creando. Spesso la carica seduttiva con cui questi uomini interagiscono appare molto forte, irruenta, vulcanica, anche eccessivamente ‘bulimica’ e vorace, come se fosse uno scambio da consumare tutto e subito. In questi casi converrebbe, anziché, entusiasmarsi sul quanto ci si senta desiderate, ragionare su quali sono i piani del coinvolgimento e su cosa realmente si sta comunicando l’un l’altro”.
Quando ci troviamo in questa situazione, cosa non va mai fatto?
“Sicuramente evitare di cercarlo ‘ossessivamente’; meglio darsi un numero limitato di tentativi in cui chiedere un chiarimento e se lui continua nel silenzio, imparare a gestirsi la frustrazione senza continuare a cercare un perché. Non è il caso neanche di insultarlo più o meno pubblicamente, denigrandolo con amici comuni o via mail. Più enfasi si metterà di fronte a un ‘muro di gomma’, maggiore sarà il senso di disagio e di rabbia che si proverà. Ma dall’altra parte non va neanche ‘minimizzato’ il suo gesto, solo per paura di chiudere definitivamente prendendo una posizione chiara di dissenso. Esporsi su ciò che si ritiene giusto e adeguato è un dovere verso se stesse, che va difeso e comunicato con assertività. Viceversa, la rinuncia a ‘educare’ gli altri, quando ci mancano di rispetto, rischia di minare fortemente il nostro senso di adeguatezza e comunque lasciare l’altro libero di ‘far danni’, senza mai rimandargli un serio e preciso feedback”.
Quali sono invece i comportamenti migliori da attuare?
“In primis, non perdere mai di vista noi stesse. Chiarire subito all’altro, nel qui e ora di un comportamento scorretto, cosa abbiamo provato e come ci ha fatto sentire. Prendere tempo può solo generare il pericoloso fraintendimento che anche per noi va bene cosi. Per far questo, è fondamentale ascoltare i propri bisogni e non svenderli al miglior acquirente. Cercare di dare coerenza con le azioni e con gli atteggiamenti a quello che si sta cercando per se stessi. Perché non serve puntare in alto solo a parole e poi nei fatti accontentarsi di tanta roba inutile, al solo fine di minimizzare vuoti e paure relazionali. È anche importante comunicargli da subito e con sincera serenità cosa davvero si vuole dalla relazione, senza finzioni o ‘aggiustamenti’ forzati, comodi solo per l’altro che per primo ha messo in chiaro le sue di regole. Inoltre, imparate a cogliere i segnali. Rivedete tutta l’interazione con un atteggiamento più lucido, alla luce dei fatti, per cercare di trovare eventuali indizi disfunzionali che sono sfuggiti. Infine, imparate qualcosa di nuovo. Utilizzate l’esperienza negativa per continuare a ragionare, conoscervi, crescere e migliorarvi, per riuscire a ‘portare con sé’ una nuova consapevolezza da aggiungere al vostro bagaglio di competenze relazionali”.

(articolo pubblicato su D.it di Veronica Mazza)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *