QUANDO IL TUO UOMO TI BOICOTTA

Capita, a volte, che in una coppia, l’uomo possa assumere comportamenti aggressivi, svalutanti, ridicolizzanti e prevaricatori verso la compagna. Che accada in privato o in pubblico, questo atteggiamento certamente nasce o si amplifica quando la naturale capacità della partner di piacere e attrarre gli altri, provoca moti di gelosia, competizione e paura di essere oscurati dal fascino dell’altra. Le donne in genere sono storicamente abituate ad avere o desiderare accanto a sé uomini di valore e sostanza, gli uomini, di fatto, iniziano a farci i conti solo adesso e ancora non sembrano aver del tutto sciolto il nodo del ruolo di dominio e superiorità. Inoltre, la spinta al boicottaggio può nascere dal bisogno di “possedere” l’altra in modo pubblico, per sentire il potere ed il piacere di dimostrare agli altri che la splendida persona che si ha affianco e che tutti ammirano è comunque sotto il proprio “controllo”.

 CHE TIPOLOGIA DI UOMINI SONO 

Gli uomini che non ti sostengono in genere possono dividersi in due categorie, la prima attiene a quelli molto “ego-centrati”, abituati ad essere sempre al centro dell’attenzione, sicuri di sé, a volte fino all’arroganza e che mal tollerano di dividere la scena sociale con qualcun altro. Alla seconda categoria possono appartenere, invece, quelli che “faticano” ad ottenere il consenso degli altri (magari lo ottengono solo per meriti “esterni” tipo denaro, professione, etc) e che, proprio per questo, ricercano continue conferme perchè di fondo sono insicuri e non del tutto risolti. In entrambi i casi, è evidente, che una persona che ha bisogno di denigrare l’altro nasconde delle lacune emotive e dei blocchi non scardinati che incidono fortemente sulla propria autostima. Altre volte, infine, il boicottaggio dell’altro può essere “temporaneo”, un modo, cioè, per esprimere un disagio che si vive in coppia e che non si ha la capacità di affrontare direttamente o che si è affrontato ma senza successo.

COSA SUSCITA IN LEI

Il non sentirsi apprezzate o, peggio ancora svalutate, provoca certamente un senso di malessere, dolore e frustrazione che può poi assumere varie forme comportamentali. Il sentirsi boicottate può suscitare, quindi, reazioni varie e soggettive, dalla chiusura alla autosvalutazione e insicurezza, ma anche rabbia e relativa aggressività esplicita o, più tipica nelle donne, implicita, magari “vendicandosi” su altri piani della relazione (vedi il sesso!).

CHE SIGNIFICATO CI PUO’ ESSERE  DIETRO

Aver bisogno di un “pubblico” indica maggiormente una problematica di insicurezza in cui il consenso degli altri diventa necessario per placare l’ansia sottesa di non essere all’altezza, o comunque una problematicità personale non risolta che fa sentire più adeguati solo a discapito di un altro e solo se ci sono testimoni del proprio “potere” denigratorio e del senso di superiorità che ne deriva

Quando il boicottaggio dell’altro avviene solo in privato, invece, è più probabile che l’insicurezza che sottende l’atteggiamento di svalutazione nasca da un intoppo più o meno profondo nella relazione. Risentimenti inespressi, gelosie, incomprensioni, frustrazioni, disapprovazione di alcuni comportamenti del partene, insomma il bisogno di prevaricare sull’altro, diviene, quindi, espressione di una rabbia che non si riesce a gestire o che, seppur espressa, non trova una giusta risoluzione.

LE STRATEGIE DI CONTRASTO

Sentirsi stimate, apprezzate e sostenute dovrebbe essere un punto cardine di una relazione, qualora non sia così converrebbe domandarsi seriamente se questo aspetto è modificabile nell’altro oppure no, perché il rischio che alla lunga questo logori il rapporto o peggio ancora la propria vitalità o stima in sé, è altissima. Detto questo, le sfumature di “boicotaggio” possono essere varie, situazionali, temporanee, e quindi la strategie di contrasto possono essere attuate nel qui ed ora senza decisioni troppo drastiche. Un punto di partenza importante credo però sia far si che la propria autostima non passi mai in secondo piano rispetto alla comprensione della debolezza dell’altro. Cioè, pur comprendendo le difficoltà del partner, è importante non farlo mai a proprio discapito. Per cui prima risollevarsi con la giusta assertività e poi ragionare su come placare le altrui defaillance emotive. Una buona strategia può certamente essere quella di gratificare il partner in settori in cui è competente ed usare magari questo spunto quando si è con gli altri per “stimarlo pubblicamente”. Nel rapporto a due è fondamentale migliorare la comunicazione e l’intimità del dialogo cercando con dolcezza di esprimere le proprie difficoltà e paure e insicurezze cosi da “educare” il partner a fare altrettanto senza imbarazzi. E qualora i suoi nodi fossero chiari, potrà essere utile rinforzare la sua sicurezza suggerendogli di sperimentare, in varie situazioni, schemi comportamentali differenti.

 (articolo di Veronica Mazza pubblicato su Donna Moderna)

 

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