Quando Finisce un Amore

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Articolo pubblicato su D-Repubblica.it

I segnali
Quando finisce un amore non è sempre facile riconoscerne i sintomi specie se la coppia si “trascina” nella relazione senza ammetterlo esplicitamente facendo esplodere la crisi.
I sintomi sono spesso interni alla coppia e non “osservabili” a meno che non ci sia una diretta confidenza di uno dei due partner.
Il disinteresse per il “mondo” dell’altro, è un primo importante segnale di allarme ben osservabile anche al di fuori della coppia. La mancanza di comunicazione e scambio, i comportamenti stereotipati quotidiani ma privi di una reale attenzione, la perdita di curiosità per cosa pensa e vive l’altro, ma soprattutto la mancanza di motivazione nel chiedersi semplicemente “come stiamo in coppia”, sono tutti elementi rappresentativi del distacco affettivo, di solito preludio della fine.
La perdita di una sana gelosia è un capitolo significativo del disinteresse. Prima lui ad una festa non l’avrebbe mollata un momento, ora la lancia letteralmente tra le braccia di qualunque uomo respiri pur di avere il suo spazio di rimorchio subdolo o selvaggio; prima il desiderare e il sentirsi desiderati era un punto chiave e vitale per la coppia, ora la visione soggettiva del partner come scialbo e insignificante e non più attraente, diviene una visione oggettiva e generalizzata che non fa più vedere quanto, invece, gli altri possano provare interesse ed eccitazione.
La noia, “il killer di Cupido”, non mente mai e non risparmia nessuno, quando arriva e si consolida è la fine! Prima si faceva tutto insieme con slancio e gioia, quando invece tutto diventa pesante, faticoso, non esistono più stimoli ma solo la fatica e l’insofferenza dello stare insieme, beh allora il virus noia inizia la sua distruzione. Le coppie annoiate sono visibili a tutti, sono quelle spente, immobili, senza energia che hanno smesso di desiderare o di fare progetti, e soprattutto che chiedono continuamente la condivisione con amici, perché lo stare da soli in coppia è diventato avvilente e frustrante. Ma spesso sono anche quelle che si accendono appena fuori casa e con chiunque altro basta che non sia il partner.
Le coppie in crisi sono riconoscibili, spesso, proprio da quanta energia spendono fuori casa, a fronte della totale pigrizia che invece propongono in famiglia. Sono quelle che spinte dal desiderio inconscio di cercare altro, si riattivano e si fanno travolgere da attività, hobbies, passioni, che guarda caso non hanno mai possibilità di essere condivise con il partner, e che quindi via via alimentano solo terribilmente il divario affettivo con l’altro. Coppie dove il “guardare fuori” può diventare anche lasciarsi andare a flirt, reali o virtuali, a relazioni anche platoniche a cui però si dedica “troppo” tempo ed energia fino, ovviamente, a strutturare vere e proprie relazioni extraconiugali.
Un altro segnale che evidenzia un rapporto a rischio è anche la mancanza di progettualità (vacanze, cambio casa, figli, matrimonio, trasferimento, etc,), ossigeno creativo e “salvavita” per ogni coppia in mancanza del quale il deperimento relazionale è inevitabile. Sintomo assai visibile in quelle coppie che risultano anche nei rapporti sociali sempre uguali a se stesse, che non propongono o raccontano mai nulla di nuovo nella loro vita evidentemente piatta e deprivata.
Spesso, inoltre, quando non amiamo più l’altro, ma non riusciamo a prendere una decisione, o gli attribuiamo la responsabilità del fallimento, accade che il risentimento, la frustrazione, si trasformino in rabbia, odio, in una guerra sempre aperta e, quindi, in una conflittualità di coppia esplicita, in cui ogni occasione è buona per punire l’altro, provocarlo, ferirlo e colpevolizzarlo della nostra infelicità anche davanti agli altri.
Quando il loro non sopportarsi più, è evidente in ogni interazione sociale o privata, le “frecciatine” , il disappunto verbale e non, lo sguardo infastidito, la pubblica critica, per ogni gesto o affermazione che il partner fa sono un inequivocabile segno di insofferenza e “claustrofobia” verso l’altro.
L’abbrutimento/imbruttimento. A volte può accadere, inoltre, nelle coppie infelici, che la mancanza di stimoli, passione, vitalità, faccia molto lasciare andare, perdere la sana cura di sé con il rischio che l’avvilimento interiore finisca per “ingrigire” e far peggiorare anche esteriormente. Quando si ha di nuovo voglia di aprirsi al mondo, all’amore, naturalmente e antropologicamente si diventa più luminosi attraenti per essere e sentirsi più desiderabili. Quindi occhio al “colore” della coppia che osserviamo perché ci darà molte informazioni!
I segnali di crisi diventano, invece, più difficili da riconoscere quando, in apparenza, la coppia è in perfetta sintonia, quando l’equilibrio ormai consolidato è stabile nella sua positività e affettività, ma non ci si mette in discussione seppur non si condivide in realtà quasi più niente di intimamente emotivo. I segnali in queste coppie, visibili solo, a mio avviso, ad un occhio “amico”, si comprendono più che altro dallo sguardo più spento e non più luminoso tipico del benessere e della gioia, e da quanto ad una attenta osservazione si recepisce la malinconia derivante da un accomodamento funzionale alla tranquillità ma non certo alla felicità.
Qualunque significativo cambio nella modalità comunicativa è, inoltre, un interessante sintomo di disagio che possiamo dedurre osservando una coppia dall’esterno; dall’armonia alla guerra, dal dialogo acceso ma vitale all’apatia, dal confronto su tutto al totale disinteresse, quando il silenzio diventa vuoto e baratro di solitudine, insomma, ogni sostanziale modifica dello stile comunicativo che ci faccia dire o pensare “una volta era…”, è un segnale tragico di allarme rosso.
E poi, infine, ovviamente il calo del desiderio e l’interruzione dei rapporti sessuali è certamente la prima e più significativa espressione del distacco intimo tra due persone, elemento deducibile dall’evidente totale mancanza di “tensione” erotica e di interesse per la femminilita/mascolinità dell’altro. Come un fratello e una sorella dove magari c’è evidente complicità, affetto e sintonia…ma più nessun grado di eccitazione.

Osservare le altre coppie fa bene alla coppia
Osservare gli altri in coppia è certamente uno “specchio” utile per riflettere sulla salute del nostro di rapporto sentimentale. Decodificare i segnali di crisi degli altri può aiutarci infatti a ragionare per differenza sull’andamento della nostra vicinanza affettiva, e anche su come appariamo noi all’esterno. Domanda che in genere ci poniamo poco ma che, invece, può essere molto utile per scoperchiare le difficoltà e smascherare la nostra infelicità relazionale. Spesso, infatti, si ha la convinzione che “i panni sporchi che si lavano in famiglia” nessuno sia in grado di vederli, e quando capiamo, invece, quanto siano chiari ed evidenti all’esterno, allora ci si può costringere ad una riflessione più sincera e onesta su come stiamo.
Se i segnali di crisi che stiamo osservando appartengono, poi, ad una coppia amica, allora esprimere che stiamo notando delle problematiche tra loro è un modo per far sentire l’altro meno solo e per dargli la possibilità, se ha voglia, di sfogarsi e condividere il suo disagio e la sua frustarzione. Possiamo, inoltre, fargli vedere come la sua coppia appare all’esterno e quali sono i comportamenti di cui magari l’altro è inconsapevole.

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