L’ARTE DELLA GENTILEZZA

(articolo pubblicato su Gioia)

Recenti studi di psicologia dimostrano che la gentilezza è il segreto dell’amore eterno. E’ appurato che mantenere vivo un atteggiamento cortese, empatico, e di ascolto attivo dentro la coppia conta più della passione, dell’attrazione fisica e della ricchezza.

Ma dall’amore, al lavoro, all’intera vita sociale e relazionale, essere gentili conviene sempre.

La gentilezza non è solo un tratto caratteriale, può essere una competenza comportamentale da sviluppare o implementare. Essere gentili migliora la vita propria e altrui, perchè è un atteggiamento positivo in grado di generare altra positività e risposte di sinergie tra le persone. La gentilezza è una scelta di vita, che può rappresentare il ritmo, e una sorprendente “colonna sonora” interiore che accompagna ogni singola cosa che si pensa e si fa.

Questa è la mia semplice religione: non c’è bisogno di templi, non ci vogliono complicate filosofie. il nostro cervello e il nostro cuore sono il tempio, la gentilezza è la filosofia” (Dalai Lama).

Per poter essere gentili bisogna innanzitutto imparare ad essere gentili con se stessi, nel senso della “clemenza” e accettazione dei propri errori e dei propri limiti. La capacità, cioè, di volersi bene che è poi la premessa indispensabile per poter “voler bene” agli altri, nel senso di saperli accettare, comprenderne le disfunzionalità e limitare i giudizi.

La gentilezza è inoltre contagiosa, provoca risposte aperte e sintoniche, e anche lì dove non lo fa, ha comunque un effetto da “muro di gomma”, in cui lo sgarbo dell’altro, anche di fronte ad un comportamento gentile, “rimbalza” e torna indietro facendo sentire inadeguato l’altro e non certo chi è gentile.

Troppo spesso la gentilezza è fraintesa e confusa con la passività e la debolezza, ma in realtà è una grande forza e risorsa che genera vantaggi ed energie benefiche e circolari. Saper essere gentili significa pensare in modo ottimistico e positivo, essere in grado di mettersi nei panni degli altri, andare oltre le barriere che ognuno può mettere per diffidenza, ma, soprattutto, la gentilezza aiuta a cercare il meglio nelle situazioni e nelle persone, a farlo in modo spontaneo senza pretendere una risposta immediata, ma sapendo che rappresenta uno stato interiore di benessere e fiducia che innanzitutto fa star bene chi la mette in atto. Molti studi hanno accertato anche quanto la capacità di essere gentili, che racchiude in sé altre componenti positive, migliora chimicamente favorendo gli ormoni che contrastano i processi di invecchiamento (per es. DHEA ) e riducendo i livelli di quelli dello stress (per es. cortisolo).

Il modo migliore per godere della propria e altrui gentilezza è imparare innanzitutto a capire che è un approccio mentale e non uno strumento da utilizzare all’occorrenza. Essere gentili è un’arte basata sulla propria capacità emotiva di aprirsi agli altri, tollerare, e soprattutto imparare a focalizzarsi sugli aspetti positivi di ciò che ci circonda migliorando il proprio ottimismo.

STRATEGIE PER IMPARARE AD ESSERE PIÙ GENTILI

  • Sii gentile perché ogni persona che incontri sta già combattendo una dura battaglia” (Platone).

Imparare quotidianamente a mettersi nei panni dell’altro per attivare un processo proattivo di comprensione, aiuta a migliorare la propria qualità di giudizio e ad esercitare la propria tolleranza e generosità, qualità che “ritornano” sempre indietro prima o poi.

Pratica una gentilezza incondizionata, non giudicare chi ne è degno e chi no, la gentilezza “assume” tutti, nessuno escluso…

  • Non smettere mai di volerti bene.

La cura e l’accudimento di sé, del proprio corpo, il saper perdonarsi, il non essere troppo rigidi nel giudizio di sé, è un modo per “educarsi” alla gentilezza in primis con se stessi, fattore fondamentale per riuscire a mostrarsi gentili con il prossimo. Se è vero che “per amare qualcuno devi prima amare te stesso”, sapersi parlare e guardare in modo gentile, può confortare quando ci sente in difficoltà, in ansia, inadeguati, etc. E’ un ottimo modo per riaffermare i propri pensieri, che modellano la propria realtà le percezioni su sé e sul mondo.

  • Alla gentilezza ed alla saggezza noi facciamo soltanto delle promesse: al dolore noi obbediamo.” (Marcel Proust)

Apprendere la gentilezza aiuta a cambiare i propri schemi mentali, costringe ad un esercizio importantissimo che è quello dei pensieri positivi e della pratica dell’ottimismo. Per poter essere gentili bisogna saper vedere e andare oltre le negatività e le barriere che quotidianamente costruiamo, significa imparere a focalizzare il bello nel brutto, il buono nel cattivo, la luce nel buio…

  • Fai un atto casuale di gentilezza senza alcuna aspettativa di ricompensa, con la certezza che un giorno qualcuno potrebbe fare lo stesso per te.

E ‘gratis, è facile, ed è riflessivo. E’ una pratica entusiasmante proprio perché è fine a se stessa ed è priva di aspettative, genera subito una sensazione di appagamento, soddisfazione, ed energia vitale. Condividi un libro che ha cambiato la tua vita, porta qualcuno ad una festa per aiutarlo a socializzare, risolvi un problema altrui se ne hai la possibilità. Non ha a che fare con la bontà quanto, piuttosto, con l’”effetto contagio”, un’onda di positività che si propaga e si irradia regalando la bellissima sensazione di vicinanza con gli altri.

  • Guarda il mondo negli occhi e ….sorridi!

Il sorriso è un richiamo istintivo potentissimo, è un atteggiamento regolatore per noi e per gli altri, apre ad infinite possibilità, è un passepartout in grado di far arrivare lontano e di moltiplicare le esperienze che la vita può offrire. Riprendi il contatto visivo con chi ti circonda, non si può essere aperti agli altri se i nostri occhi sono distratti o timorosi. Fermati un momento, incorocia gli sguardi, sorridi e lasciati guidare a nuove avventure.

  • Sii grato per quello che hai.

Non è un atto di qualsivoglia fede religiosa, ma bensì un ottimo esercizio emotivo che costringe a fare un resoconto di cio che si ha e non di ciò che manca, può aiutare a focalizzare cosa si sta davvero mettendo in campo per ottenere ciò che si desidera e quali i bisogni davvero sottostanti. Imparare la riconoscenza predispone agli altri con miglior serenità e autenticità, minimizzando le invidie, le gelosie e i conflitti. Prova a non lamentarti mai per una settimana..

  • No!…grazie!

Essere gentili non significa fare da zerbino, ma anzi può rappresentare una straordinaria ed efficace strategia per ottenere ciò che si vuole o per limitare le richieste e invadenze altrui.

Esercitati a dire no in modo gentile, ti farà ottenere il risultato con il vantaggio di limitare il contrasto perché lo blocca all’origine della dinamica relazionale. L’altro percepisce il rifiuto ma il confezionamento è cosi gradevole che farà più fatica a far montare la rabbia…

  • Fermati e ascolta.

La gentilezza non è una maschera di finzione ma bensì un addestramento all’empatia e all’ascolto attivo, all’osservazione attenta di ciò che ci circonda. Stimola l’interesse e la curiosità fermandoti ad ascoltare il mondo, questo ti aiuterà a riconoscere le affinità con gli altri, a percepire gli infiniti link che collegano gli uni con gli altri, anche se sconosciuti. Le voci degli altri spesso parlano di noi, dei nostri stessi problemi, delle nostre paure profonde ed è solo ascoltando che ci si può “riconoscere” e condividere ed essere complici…anche se solo per un viaggio in metro…

  • La gentilezza è una forma di seduzione potente.

Un sorriso “senza confini” è irresistibile, cattura, conquista, fa innamorare. Impara ad essere consapevole di come questo “potere” ha la capacità di migliorare o rovinare la giornata, di gratificare, di allegerire e di inebriare, di smorzare le tensioni, sanare i conflitti e predisporre gli altri con curiosità e benevolenza. Provare per credere…

  • Quando hai bisogno di aiuto, inizia ad aiutare qualcun altro.

E’ un’ottima formula per imparare a chiedere aiuto. Perché fa sentire la “potenza” del sentirsi importanti ed utili e la fiducia che l’altro ripone in noi insegna, di conseguenza, che ci si può affidare, che questo nulla toglie alla propria forza ma anzi è un atto di coraggio. La gentilezza è un boomerang che torna indietro e ripaga …sempre.

  • Sii educato

La gentilezza non ha senso senza l’educazione. La cura nel linguaggio e negli approcci con l’altro costruiscono l’atmosfera attorno a noi, dire “grazie” , “per favore” ,“come sta?” sono esempi di affermazioni che da statiche possono, se le si pronuncia con interesse e motivazione, diventare dinamiche e interattive e favorire l’interesse, la curiosità e la fascinazione verso gli altri.

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