IL SESSO IN GRAVIDANZA

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IL SESSO IN GRAVIDANZA

(articolo pubblicato su D.it)

  • Come viene vissuto dalla coppia

La sessualità è sempre uno specchio del benessere della coppia e del suo stato di “salute”. Pertanto anche in gravidanza può essere molto gratificante e importante per l’intimità della coppia, perché crea uno scambio ricco di significati profondi, consolida l’unione e può far scoprire anche nuove e fortissime sensazioni erotiche. Di per sé quindi il sesso nei 9 mesi non è pericoloso ma è molto importante che la coppia sia informata sulle variazioni ormonali, fisiche ed emotive che inevitabilmente con il susseguirsi dei mesi avvengono nella donna.

Troppo spesso, infatti, il sesso in questa fase di vita diviene un’esperienza negata o problematizzata da mille paure, tabù, false credenze, disagi fisici, pregiudizi, che conducono ad un declino del desiderio e della attività sessuale. Va sottolineato, inoltre, che ancora oggi, specie nella nostra cultura, si concilia ancora con difficoltà la “sacralità” della donna incinta con la passionalità e carnalità. Insomma molta tenerezza a discapito delle più turbolente sensazioni erotiche.

  • Quali le differenze psicologiche nel fare l’amore

Da un punto di vista psicologico, sono tante le oscillazioni emotive che la dolce attesa produce e inevitabilmente la sessualità rispecchierà tale volubilità. Alcune future mamme sentiranno una totale centratura sul feto e sul loro stato con una conseguente e possibile perdita della libido, ma altre ancora potranno, invece, grazie all’esperienza della gravidanza scoprire una maggiore femminilità e una “potenza sessuale” più intensa con sensazioni profonde e nuove.

Avere rapporti sessuali durante la gravidanza può, allora, sia nell’uomo che nella donna, provocare emozioni e disagi che interferiscono con la naturalezza del rapporto e che rischiano di allontanare l’un l’altra. Quindi, a meno che non ci siano problemi specifici, fare l’amore durante l’attesa può solo che fare un gran bene alla coppia, preservandola dal rischio di crisi che può insorgere dopo il parto, quando si fatica a ritrovare l’intimità.

Anche per i padri l’attesa può essere “dolce” o “amara” a seconda di come anch’essi vivranno e concepiranno il sesso durante i 9 mesi. Alcuni uomini, infatti, sembrano davvero inibirsi affianco alla compagna incinta, sia per una questione fisica perché sembra loro molto delicata e sviluppano il terrore di poter far male al feto, sia da un punto di vista psicologico in cui l’idea del sesso diviene immediatamente contaminante la “sacralità” della maternità. Quelli che invece riescono a rilassarsi e sintonizzarsi con la crescita della pancia, riescono a vivere una straordinaria vicinanza e completezza nella relazione che, come ormai accreditato da moltissimi studi scientifici, crea anche il miglior presupposto per riprendere facilmente i rapporti sessuali dopo il parto, oltre che avere un’influenza positiva sul parto stesso e una riduzione dei parti prematuri.

Insomma le donne che non si sentono sexy perché a disagio con il pancione, dovrebbero sapere che, invece, moltissimi uomini trovano molto stimolante l’idea di fare l’amore con la propria compagna incinta. Lo confermano anche numerose ricerche sessuologiche (a tal punto che si parla di “maieusofilia” quando in casi estremi l’eccitazione per il pancione diventa ossessione e quindi una parafilia). Questo perché vedono il pancione come un tripudio di femminilità e perchè questo rappresenta la diretta conseguenza della loro virilità, oltreché, certamente, è comunque presente l’idea di compiere un atto “trasgressivo e un po’ proibito”.

Insomma mantenere vivo il contatto fisico, intimo e sessuale durante la gravidanza risulta il miglior modo per garantire alla coppia una lunga sopravvivenza affettiva.

  • Se lui/lei ha paura di farlo, come si fa a convincerlo/a?

Un’astinenza sessuale imposta da uno dei due partner può, quindi, portare ad avere molti effetti negativi sulla relazione costituendo un fattore di rischio per il benessere di coppia che si trova ad affrontare una tappa evolutiva cosi significativa con una grande frustrazione, un disagio e una pericolosa sensazione di sentirsi rifiutati. La comunicazione con il partner, pertando diviene fondamentale. Parlarne, condividere le paure, spiegare le proprie difficoltà, può aiutare a mantenere viva la sessualità in questo periodo, a “rinegoziare” la modalità dei rapporti e a meglio adattarsi ai cambiamenti psicofisici che avvengono nella donna.

Se è l’uomo che fa fatica a sintonizzarsi con il “pancione” allora sarà compito della donna non chiudersi e offendersi, ma bensì “sfruttare” un rinnovato senso di femminilità per giocare, sedurre e conquistare in modo nuovo il proprio lui. Esistono oramai mise intime per le donne incinta molto sexy e un po’ velate così da valorizzare la propria bellezza senza spaventare troppo il partner con il pancione; ma anche variare le posizioni, cosi da vivere appieno il godimento senza “intoppare” eccessiavmente nell’oggettivo ostacolo pancia, può essere molto utile.

Quando è invece la donna ad avere il calo della libido, è importante che, fatto salvo per oggettivi rischi o per le prime settimane, l’uomo sia molto paziente e comprensivo senza però assecondare ad oltranza “l’allontanamento” femminile, la sua attenzione solo per il feto o il suo senso di disagio, ma l’aiuti e la stimoli, invece, a ricentrarsi sulla femminilità e sulla complicità della coppia. Saranno in questo caso importanti tutti quei gesti e comportamenti seduttivi che vadano a rinforzare e gratificare nella partner il suo senso di desiderabilità, a patto che tutto questo avvenga seguendo i “tempi” femminili dettati dallo stati di garvidanza.

  • I casi in cui è meglio non farlo

Da un punto di vista ginecologico, le controindicazioni assolute alla pratica sessuale durante tutta la gravidanza sono la minaccia di aborto, di parto pretermine, poliabortività, precedenti parti prematuri, distacco placenta, pregressi interventi al collo uterino, presenza di attività contrattile, rottura prematura delle membrane, tutte situazioni che richiedono riposo assoluto.

Non è detto però che, una volta superato il problema, si debba protrarre l’astinenza per tutto la gravidanza, è sempre importante confrontarsi chiedendo il parere del proprio ginecologo.

  • Cosa cambia dal punto di vista delle sensazioni fisiche per una donna?

Per capire meglio quali possano essere le problematiche presenti durante la gravidanza è bene accennare quali siano le principali modificazioni anatomiche ed endocrine femminili in gravidanza. Si tratta di una evoluzione fisiologica degli organi genitali necessaria per una perfetta simbiosi armonica tra madre-feto. Tali fenomeni materni locali nella vagina avvengono già nel I trimestre con un ispessimento della mucosa, aumento del fluor vaginale con azione maggiormente antibatterica. La vulva appare anch’essa soffice ed imbibita. La mammella raggiunge la sua piena funzione durante l’allattamento, ma già nel I trimestre aumenta di volume svolgendo un complesso meccanismo neuroendocrino. Infine l’utero raddoppia di volume già ad 8 settimane, triplica dopo le 12 settimane fino ad arrivare a livello sottocostale a termine gravidanza. A livello cutaneo si ha iperpigmentazione.

Tra le modificazioni extragenitali ricordiamo un aumento della massa sanguigna circolante dovuto allo scambio utero-placentare, una riduzione della pressione arteriosa dovuta a vasodilatazione dei vasi d’origine ormonale.

  • E per un uomo?

Anche l’uomo, però, durante la gravidanza, specialmente nell’ultima fase, come dimostrato da vari studi scientifici, deve far fronte a tutta una serie di emozioni e “sbalzi ormonali” dovuti alla pressione dell’imminiente senso di responsabilità per l’arrivo del figlio e ansia che ne deriva. Sembra, infatti, che i profondi cambiamenti psicofisioci siano dovuti a concentrazioni di prolattina e di cortisolo maggiori nelle ultime settimane prima del parto, mentre il tasso di testosterone tenderebbe a diminuire subito dopo.

Per vivere serenamente la sessualità durante la gravidanza, è necessario però essere informati su alcuni importanti cambiamenti che avvengono nel corpo della donna nei tre trimestri:

  • I° trimestre

Nel primo trimestre l’interesse sessuale puo diminuire per moltissimi fattori psicofisici. Tra quelli psicologici la novità dell’esperienza (se è un primo figlio) carica inevitabilmente entrambi i partner di un senso di responsabilità e di elevata attivazione e protezione, per cui anche i rapporti sono vissuti come qualcosa di pericoloso e potenzialmente dannoso per il feto che si sta “organizzando” nella sua nuova collocazione. La tempesta emotiva che coinvolge la donna, inoltre, le fa provare sensazioni altalenanti e a volte destabilizzanti, in cui i propri bisogni e desideri appaiono poco chiari, troppo volubili e confusi. Per cui è inevitabile che nelle prime 12 settimane la sessualità possa avere una battuta d’arresto. E’ importante in questa fase che l’uomo accolga la donna se è lei a rifiutare di avere rapporti, dia più spazio al dialogo e alla rassicurazione per poi piano piano con il passare delle settimane e coerentemente con il suo stato di salute, ricondurla dolcemente all’intimità sessuale.

Da un punto di vista ginecologico: già nel I trimestre una complessa attività ormonale di origine ipofisaria, tiroidea, paratoroidea, surrenale ed ovarica induce modificazioni anatomo-funzionali importanti. Tutti questi cambiamenti già presenti dal I trimestre comportano labilità psichica, variabilità dell’umore, accentuazione dei riflessi profondi, con modificazioni sensoriali dell’olfatto e del gusto.

Nel I trimestre l’aumento degli estrogeni e del progesterone ed una diminuzione del testosterone provocano un iniziale calo della libido che associata a nausea e vomito possono portare una riduzione della frequenza dei rapporti sessuali.

Il progesterone però può anche aumentare l’irrorazione sanguigna in tutti i tessuti vaginali rendendo la zona genitale più lubrificata e quindi più sensibile.

  • II° trimestre

Il II triemstre appare da un punto di visat psicologico il miglior momento per l’attività sessuale, i fastidi del primo triemstre infatti sembrano attenuarsi lasciando spazio ad una vera esplosione di vitalità e femminilità in cui la donna sente appieno la “magia” della natura e del potere del suo corpo e dell’esperienza della gravidanza. In questa fase inoltre, il seno florido, pelle e capelli lucenti, una pancia ancora poco ingombrante danno, in assenza ovviamente di complicazioni, un generale senso di benessere e bellezza che potenzia notevolmente la carica sessuale. E’ molto importante per la donna in questa fase, sentirsi attraente, accolta e rinforzata nella sua desiderabilità. Se l’uomo ha delle difficoltà è utile che ne parli sia con la partner che con il ginecologo al fine di ripristinare la naturalezza del suo desiderio senza lasciarsi condizionare da false credenze e paure irreali.

Da un punto di vista ginecologico: nel II trimestre si ha un aumento di produzione ormonale soprattutto di origine ovarica associata a quella sintetizzata dalla placenta a partire dalla 20° settimana. Tutto questo insieme alla sensazione di piena femminilità della gestante porta ad un aumento del desiderio sessuale.

  • III° trimestre

Nel III trimestre i rapporti sessuali possono diventare più difficili ma solo perché l’ingombro della pancia limita notevolmente i movimenti e perchè può aumentare l’ansia del parto e la concentarzione sull’imminente cambiamento nella vita . E’ questo quindi il momento in cui la donna può richiedere più attenzioni e conferme, in cui è più vulnerabile e stanca, e in cui il desiderio può naturalmente diminuire, per lasciare spazio ad un forte bisogno di coccole, tenerezza, condivisioni e fantasie circa l’arrivo del bambino. E’ molto utile in questa fase non perdere il filo del contatto, dell’abbraccio e dell’intimità anche non sessuale, maggiore sarà la vicinanza fisica più velocemente dopo il parto si tornerà a fare l’amore.

Per chi invece riesce a mantenere viva la sessualità può essere utile risolvere la questione “pancione” divertendosi a sperimentare nuove posizioni (potrebbe essere più agevole disporsi su un fianco, con il partner di fronte o dietro, o in alternativa mettersi sopra l’uomo), ma anche di scegliere soluzioni alternative al coito quando questo diviene insostenibile. La gravidanza, quindi, può diventare davvero un’occasione starordinaria per sperimentare modi diversi di vivere l’intimità di coppia. Le donne che riferiscono una maggior soddisfazione sessuale risultano essere, inoltre, più ottimiste nei confronti della imminente maternità, meno affaticate e manifestano in misura minore sintomi depressivi.

Da un punto di vista ginecologico: nel III trimestre la consapevolezza del parto e della futura responsabilità materna ed il peso addominale possono determinare una calo della libido.

La produzione di prostaglandine (acidi ciclopentanoici) del liquido seminale e il contemporaneo orgasmo femminile inducono attività contrattile uterina, che a termine gravidanza potrebbero facilitare l’inizio di un travaglio.

  • E il bambino che effetti benefici ha?

E’ fondamentale sapere che il bambino è ben “ammortizzato” e protetto all’interno del sacco amniotico e che è accuratamente isolato da un tappo mucoso, perciò, in nessun modo, può essere disturbato durante il rapporto. Sembra, invece, che gradisca molto la sensazione di benessere che prova la mamma, dovuta al rilascio di endorfine che entrano subito in circolo. Durante il rapporto, infatti, il battito cardiaco rallenta e i suoi movimenti sono meno vivaci, come se rimanesse in attesa di qualcosa; subito dopo, riprende a muoversi con più vigore di prima.

Psicologicamente, nell’ultima fase della gravidanza quando il bambino fa ben sentire la sua presenza, aumenta il senso di pudore genitoriale in cui fare l’amore non diventa più una questione solo della coppia ma inevitabilmente si avverte la presenza del “terzo incomodo testimone dell’atto” pertanto può divenire più forte la paura di fare qualcosa di inopportuno, quasi “sconcio” che disturbi il bambino. In realtà, mantenere un contatto d’amore fino all’ultimo non farà altro che consolidare la coppia e renderla più pronta per l’inizio dell’immensa avventura genitoriale.

 

Articolo scritto in collaborazione con la dott.ssa Valentina Berlinghieri ginecologa presso la Clinica “Villa Mafalda” di Roma.

 

 

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