Downshifting: “scalare la marcia” in amore

Spesso le storie d’amore tendono a bruciare le tappe e a essere vissute tutte d’un fiato. Con il rischio di arrivare rapidamente alla parola “fine”. Un atteggiamento che in alcuni casi è frutto di insoddisfazioni da placare o da colmare. Evitare la troppa velocità in amore però è possibile: ecco i cinque consigli della psicologa per imparare a modulare il passo e a godersi il presente in coppia.

Downshifting: “scalare la marcia” in amore

Tendi a bruciare le tappe e a viverti una storia tutta di un fiato? Allora è tempo di provare il “downshifting” nelle tue questioni cuore. Letteralmente significa “scalare la marcia” ed è la nuova filosofia di vita che propone di fare meno e dire meno, insomma il contrario di “partire in quarta”. L’idea è quella di rallentare, godere del momento presente, dando importanza alle cose che contano. Ne parla Oprah Winfrey nel suo ultimo libro “Tutto ciò che conta”, ma anche la giornalista Arianna Huffington poco tempo fa proponeva di “cambiare passo”, dando più valore alla cura di sé e dei propri affetti, invece di perseguire il successo a tutti costi, stanno connessi 24 ore al dì per essere sempre disponibili. Ma come si fa ad applicare questo nuovo approccio in una relazione, per imparare a godersi il bello di ogni attimo senza pensare sempre al dopo? Ne abbiamo parlato con Maria Claudia Biscione, psicoterapeuta e sessuologa (visita: sessuologia clinica).

Spesso le storie iniziano con un grande slancio, a volte anche eccessivo. Cosa comporta questo atteggiamento?
Entusiasmarsi è assolutamente normale. L’interesse iniziale che si percepisce fa da traino, coinvolge, genera un benessere psicofisico ed è spesso l’elemento propedeutico all’innamoramento. Spesso accade, però, che l’enfasi che si mette nell’incontro diventa una corsa sfrenata, in cui si assolutizza tutto e in cui si può avere la tendenza a “bruciare” subito le tappe.

È più un’attitudine maschile o femminile?
Direi di entrambi i sessi, ma con modi differenti. Le donne sembrano partire in quarta e sono più votate all’idealizzazione. Producono una serie sfrenata di film interni che, anche se non necessariamente accompagnati da azioni, inevitabilmente creano delle aspettative pericolose. Questo porta ad avere delle comunicazioni con l’altro ambigue, incoerenti e cariche di pressione. Negli uomini invece, più protesi alle conquiste, è spesso un comportamento esplicito di un entusiasmo dichiarato e sentito. La conseguenza è mettere in campo un copione da perfetto innamorato, salvo poi, spenta la fiamma, far scemare tutto in un deserto relazionale, che può oscillare spesso dalla “strafottenza” alla sparizione repentina.

Perché accade?
In generale abbiamo tutti la tendenza a consumare velocemente, a fagocitare la vita con più voracità e a cedere a entusiasmi facili. Questi atteggiamenti sono necessari a placare o colmare insoddisfazioni, ma spesso lasciano presto il posto a nuove forme di conquiste. Il bruciare le tappe è come condensare l’esperienza: la si vive, ma poi si può correre oltre, perché si sente di non avere tempo, risorse o energie sufficienti per godersi in modo rilassato il momento che si sta affrontando.

C’è anche una sorta di ansia da prestazione?
Parlerei di un’ansia in generale: quella di non piacere o di non riuscire a conquistare chi ci piace. C’è anche l’apprensione di voler avere una storia più seria, l’irrequietezza di poter afferrare l’occasione, di definire almeno un capitolo della vita o di concretizzare un ruolo strutturato. Insomma, il “partire in quarta” può sottendere la paura di non riuscire a comprendere o a soddisfare un bisogno emotivo che attanaglia, destabilizza e disturba. Così il caos interno che si produce non aiuta o rende impossibile rallentare per capire e scegliere, amplificando la necessità di correre e consumare rapidamente.

Come si fa a decelerare e ad applicare il downshifting in una relazione?
“Scalare la marcia” dovrebbe diventare una regola di vita in generale, a cui abituarsi ed educarsi per “stare” nelle situazioni. Solo in questo modo ci si può fermare o rallentare per godere del “paesaggio”, per percepire le sensazioni e comprendere il significato di ciò che si sta vivendo. Ancora di più in un rapporto di coppia, bisognerebbe imparare a modulare il passo, diventando disponibili ad ascoltare quanto accade dentro e fuori di sé, così da ridurre la velocità quando è necessario e saperla aumentare per non rischiare di perdere terreno.

Questo atteggiamento prevede anche una sorta di leggerezza nel viversi la storia, che non equivale a superficialità, ma a vederla come valore aggiunto alla propria vita?
Essere flessibili nel cambiare passo è un ottimo allenamento per una sana centratura su di sé, può aiutare a vedere le cose in una prospettiva migliore, a vivere l’amore in modo più maturo. Inoltre, contribuisce a non perdersi troppo dietro a una storia, nel senso di potersela vivere con gioia e passione, limitando il rischio di farne il perno su cui ruota tutta l’esistenza.

Perché è funzionale in una relazione non accelerare gli step?
Sono inevitabili e importanti per far crescere un rapporto, ma è necessario che il tempo in cui si vuol passare di livello sia maturo, giusto per quella situazione. Altrimenti si corre il rischio di anticipare un’evoluzione che, anziché procurare il benessere relazionale, porta solo ansia e frustrazione.

Quando è importante viversi il bello di ogni attimo?
Accelerare solamente è un po’ come fissarsi “bulimicamente” sulle mete prefissate e mai sul viaggio necessario per raggiungerle. Bisognerebbe imparare, invece, a concentrarsi sugli attimi, sulle sfumature, a concedersi il tempo per stare, per riflettere, per ascoltare. Sono gli attimi che fanno l’insieme, i particolari che regalano emozioni; viceversa parliamo di cornici senza immagini e soprattutto senza storia.

5 consigli per godersi il presente in amore

1. Ogni tanto spegnere tutta la tecnologia e restare stesi, abbracciati, senza parlare, lasciandosi andare a pensieri e a suggestioni.

2. Fare una bella immersione in un paesaggio naturalistico. Inebriarsi della potenza della natura e rimettere al mondo i nostri sensi hanno un effetto ancora più dirompente se lo si condivide con chi si ama.

3.Tenere “appunti di viaggio di un amore”. Che sia un taccuino, un diario, un registratore, un video oppure delle foto, l’importante è fermarsi un attimo, immortalare il presente e godere appieno delle emozioni da rendere eterne.

4. Ogni tanto distaccarsi dall’altro. Magari concedendosi una vacanza o semplicemente uscire dalla fusione tipica degli inizi. Questo può aiutare a mantenere lo spazio necessario per comprendere meglio ciò che si sta vivendo.

5.
Lasciarsi andare a qualche “pazzia” da fare insieme e che lasci il segno, cosi da arricchire la storia di immagini indelebili.
Via libera alla fantasia e ai desideri inespressi, al concedersi momenti speciali e unici da vivere nel “qui e ora” della storia senza rimandarli al poi, al dopo, a domani.

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