Come Aiutare Chi Si Separa: Consigli Per l’Uso

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Separarsi dal proprio partner è sempre a tutti gli effetti un’esperienza emotiva altamente stressante e traumatica. Nell’elenco dei traumi più complicati da affrontare nella propria vita viene subito dopo il subire un lutto.

A prescindere che si tratti di una consensuale o giudiziaria, la separazione è sempre di per sé un’ esperienza traumatica che implica l’elaborazione di un grande fallimento e la ristrutturazione di obiettivi e aspettative su cui si era investito e organizzato la propria vita. E’ evidente che però più sono presenti implicazioni concrete (quali la gestione dei figli, case e beni da dividere e assegni di mantenimento, etc.), più sarà alto il livello di stress a cui si può andare incontro, specie se la separazione è caratterizzata dal conflitto tra i partner.
Il grado di conflittualità inoltre sarà direttamente proporzionale alla causa della separazione: tradimenti, gravi mancanze nell’affidabilità dei comportamenti, o ritrovarsi con una persona accanto “che non conoscevamo” e che per caratteristiche caratteriali non riconosciamo più. Tutto ciò implicherà anche maggiore difficoltà nell’elaborazione del fallimento della nostra scelta.
In tal senso infatti anche quando la separazione è da noi voluta e non subita, e anche lì dove sia una scelta condivisa con il partner, rappresenta sempre un fallimento personale e una minaccia alla nostra autostima rispetto alla nostra capacità di scelta e di “giuidizio” nella sfera sentimentale.

COME FARE A NON DIRE COSE SBAGLIATE:
Quando ci si trova accanto ad un’amica/o che si sta separando è importante tener conto che il periodo che sta attraversando è un turbinio di emozioni, stupore, stordimento, angoscia, solitudine, fallimento, stanchezza, etc, che varieranno a seconda della causa della separazione. Per cui è molto importante, se davvero vogliamo essere d’aiuto, porci in un ascolto attivo dell’altro, nel senso di essere disponibile ad accogliere i suoi bisogni e le sue richieste senza risultare invadenti e soffocanti con domande, atteggiamenti e comportamenti inadeguati dettati dalla preoccupazione. Mettersi nei panni dell’altro significa innanzitutto sforzarsi di
rispettare la volubilità dei suoi pensieri e delle sue emozioni (portami fuori a bere e fare casino contro lasciami qui a piangere sul divano… presentami subito qualcuno contro non voglio più vedere nessuno in tutta la mia vita!! etc);
non giudicare i suoi immediati comportamenti alla separazione (si è appenna separata e già fa sesso con un altra persona!)
non trasferire e proiettare le tue angoscie separative sull’altro (come farai con i bambini?; come farai a 50 anni a rifarti una vita? Etc)
non giudicare e commentare i motivi che hanno portato alla separazione. E’ “un film” che sta continuamente proiettando nella sua mente da sola e non ha bisogno di un aiuto regista!
Non guardarla/o come fosse un naufrago in mezzo al mare o peggio un naufrago sbarcato su un’isola deserta..si sente già in lotta per la sopravvivenza senza che tu la faccia sentire già spacciata.

Il MODO MIGLIORE PER ESSERE D’AIUTO
Quindi chi vive un periodo di grande sofferenza, in genere, non necessità di consigli, “pipponi” psicologici (se ne avrà bisogno sceglierà di fare una psicoterapia), ramanzine e analisi esistenziali. Chi soffre necessita di un alleggerimento lì dove lo stress emotivo ostacola, boicotta, complica e appesantisce la nostra quotidianità. Il dolore ci rende più vulnerabili e le energie che mettiamo in campo per proseguire i compiti di tutti i giorni, si riducono e sono costantemente “inquinate” da un continuo logorio mentale ed emotivo che richiedono uno sforzo maggiore in tutto ciò che facciamo. Pertanto, se davvero vuoi essere d’aiuto, focalizzati su cosa davvero può allegerire la sua stanchezza e alleviare il suo caos interno:
offriti, se è un genitore, di andare a prendergli i bimbi a scuola o di accompagnarli in piscina (sono queste le occasioni in cui ci si dimentica i bambini al supermercato o che si “sbrana” la maestra al primo commento negativo sul proprio bambino).
Non chiedergli “cosa vuoi fare stasera?” ha già abbastanza “ingorghi” mentali, scegli tu il film, il risto, il locale da proporre…quando avrà un desiderio specifico tranquillo che te lo espliciterà;
Sii disponibile ad assecondare le sue esigenze impellenti…non sono capricci ma questioni di sopravvivenza!;
Aiutalo/la nel trasloco, nell’impacchettare le sue cose, sii operativo ma non parlare, attrezzati solo con fazzolettini e acqua o con una birra ghiacciata e musica di sottofondo;
Specie se non ha figli, ipoteca le tue prossime domeniche trascorrendole a casa sua facendole credere che è un tuo bisogno e non un suo! Il we infatti è il momento peggiore in cui ci si concede anche il maggior sconforto…Quindi preparati a lunghe ore di ridondanti racconti, imprecazioni, e pianti!
La mattina e/o la sera, specie se è una donna, mandale un messaggio “amoroso”, in una prima fase di separazione, dell’altro ci mancheranno tante cose ma gli sms più di tutto!!

ECCO LE FRASI CHE E’ MEGLIO EVITARE

Quando sappiamo che un caro amico sta divorziando, si cerca in tutti i modi di essere di supporto. Ma quando si combinano il tema delicato della separazione con i propri sentimenti contrastanti (Sta facendo la scelta giusta? Come farà adesso? Ma anche il mio matrimonio è in difficoltà,etc), è facile finire con il dire la cosa più sbagliata.
Ecco delle “tipiche” frasi che è assolutamente meglio non dire:

1) Chiusa una porta si apre un portone
Sicuramente la vita va avanti e ci sono altre esperienze intense e importanti che chi si separa potrà fare, tra cui anche investire in una nuova relazione, ma il punto è che non avremmo mai voluto chiuderla quella porta! Perché seppur la relazione era fonte di sofferenza o insoddisfazione è l’esperienza relazionale in cui avevamo investito che vorremmo non aver mai visto fallire. Meglio supportare l’altro nel guardare alla storia come un’esperienza significativa che ci aiuterà per il futuro.

2) Hai sbagliato a sposarti visto che avevi dubbi
Non è questo il momento di fare “ramanzine” o acuire il senso di inadeguatezza di chi si sta separando, lo sa già da solo che credere in quella storia è stato un atto di “ottimismo romantico”, sarebbe meglio evidenziare che, nonostante tutto, i pregi della relazione in cui ha creduto sono stati cmq funzionali ad un benessere e ad una gioia anche se non sono durati.

3) Io ci avrei giurato che non avrebbe funzionato/ io lo sapevo che non era adatto a te

Alla persona che ha appena divorziato stai dicendo esplicitamente che il loro matrimonio è stata una “morte annunciata” che tu avevi compreso e che, peccato, o non lo avevi allertato abbastanza, o che lui era troppo ceco per ascoltare. In entrambi casi è un “colpo basso” gratuito e offensivo, sprezzante di tutto il suo matrimonio. Quando la ferita è fresca, ricordatevi di procedere con cautela! Il vostro amico avrà bisogno di tempo per elaborare il fatto che il suo sogno d’amore eterno è morto, e mal tollererà un atteggiamento in cui si evince che tu ne sai più di lui sulle questioni amorose e che lui è l’unico che non ha capito niente. Meglio una frase più empatica del tipo “sono con te” lo farà sentire meno solo e meno inadeguato.

4) Meglio adesso che tra 10 anni!

Anche meglio mai! Non sei tu ad avere il barometro della sua tollerabilità e non puoi sapere davvero i suoi tempi emotivi. Chi sta soffrendo vorrebbe solo non doverlo vivere e poco lo consola la previsione dettata da te di quando è il momento giusto per star male! Concentra maggiormente le tue parole sul rinforzare le caratteristiche di chi ti sta di fronte, sulle sue energie e le sue capacità di gestire la difficoltà che sta vivendo (tipo “ce la farai, sei forte, sei piena di risorse, non sei solo/a, sono qui…)

5 )Almeno non avete figli
La questione figli spesso non solo non è una consolazione ma addirittura può far percepire la separazione come un baratro di solitudine in cui non c’è più nessuno a cui dedicare il nostro amore. Meglio aiutare la persona a canalizzare il bisogno d’amore e a prendersi cura di sé riempendo i vuoti affettivi.

6) Rifatti una vita..subito!

E’ un’ingiunzione inutile, sarà la vita stessa a “rifare” la persona! Diamole piuttosto il SUO tempo per elaborare la sconfitta e la perdita, questo è il modo migliore per ricostruire davvero una nuova vita sulle macerie emotive che la separazione ha creato.

7) Adesso finalmente puoi pensare a te stessa/o … Gli hai dato i migliori anni della tua vita.

Farla sentire, se è una donna, più di quanto già si senta, una “crocerossina” o succube della relazione di certo non l’aiuterà. Ricordarle i mille sacrifici fatti e l’inutilità dei suoi moti di generosità e di investiemnto nella storia sbagliata, serviranno solo a farla sentire una stupida. Evitiamo la commiserazione, meglio ironizzare e allegerire “dài almeno come geisha/schiavo hai già dato!, alla prossima storia ti farai servire e riverire come un reale di Inghilterra!

8) Ti devo assolutamente presentare qualcuno/ Non ti preoccupare, troverai qualcuno di nuovo.

Beh certo, sì, c’è un mare di uomini/donne pronti per lei/lui, ma forse parlare adesso di nuovi incontri è troppo presto. Spostare l’attenzione dal lutto per la perdita di un rapporto e passare a un altro rapporto nell’ottica del “chiodo scaccia chiodo” può interrompere il processo di consapevolezza del fallimento e mettere la persona già fragile in una “giostra” di incontri sbagliati che rischiano di alimentare insicurezza e disfunzionalità. Meglio accudirla nel dolore e nel senso di solitudine rassicuarandola che quando sarà pronta/o qualcuno di speciale arriverà.

9) In fondo sei ancora giovane/ Sarà dura ricominciare alla tua età.”

Questa affermazione suona come una condanna, soprattutto per le donne! Parlare in entranbi i casi del fattore età già ci fa sentire fuori tempo e buttati fuori dalla “festa” dell’amore. Il “cuore non ha età” è un’affermazione che accettiamo romanticamente quando siamo felici, quando non lo siamo ci fa immediatamente percepire come “scaduti”. Inoltre questa affermazione spesso nasce dalle nostre di paure più che da una reale comprensione di quelle di chi ci sta di fronte. E’ il nostro terrore di non avere più chance, se capitasse a noi, che ci fa parlare. Meglio allora dichiarare direttamente come ci sentiremmo noi e quanto stimiamo e apprezziamo il coraggio e la forza dell’altro e la fiducia in lui: “Potrebbe essere difficile, ma se vorrai trovare un nuovo rapporto, io so che puoi.'”

10) Avreste dovuto riprovarci per il bene dei bambini.

Non è mai funzionale proseguire un matrimonio “fatiscente” per il bene dei propri figli, i bambini sono più felici in una casa serena di quanto non lo siano in una casa piena di discordia. Inoltre ogni genitore vive questo monito dentro di sé e, per quanto la separazione potrà sembrare affrettata e leggera, sarà comunque stata il frutto di infiniti momenti di riflessione e bilancio proprio sul miglior interesse dei figli e sarà già accompagnata da uno strazio e da un grandissimo senso di colpa in qualità di genitore. Spesso la separazione risulta quindi la migliore risposta ad una convivenza infelice, se il tuo amico ha figli, prima di andare avanti con un divorzio ha pensato certamente a loro in modo più profondo di quanto possa fare tu. Onora questo e soprattutto rinforza le sue capacità genitoriali tipo “sei bravissima/o con loro, certo che soffriranno un po’ ma sarete in grado di dargli cmq stabilità e serenità, stai tranquilla stanno crescendo molto bene..etc)

11) Come farai ora a prenderti cura dei tuoi figli?”

Gli stai praticamente dicendo che non è abbastanza competente per fare da sola/o o stai minimizzando le naturali ansie che già ha senza che tu gliele ricordi. Prova a riformulare le tue preoccupazioni in modo più morbido e soprattutto di supporto concreto e operativo : “posso esserti utile con l’organizzazione dei bambini? Vuoi che ti cerco una baby sitter? Li porto al cinema etc..

12) Mi dispiace.

Sì, certo che ti dispiace che il mondo di chi si separa è crollato, ma dal momento che così spesso i divorzi sono la conclusione di matrimoni malsani, “mi dispiace” non è sempre il sentimento giusto in risposta alla grande novità. A volte sarebbe più appropriato “congratulazioni!”. E’ in realtà più opportuno cercare di comprendere tutte le emozioni contrastanti che l’altro prova in questo periodo tumultuoso della sua vita. Se non sei sicuro di cosa dire come prima risposta alla notizia, prova semplicemente dicendo: “Stai bene?” In questo modo si può avere un’idea di come l’altro si sente e in che direzione emotiva è meglio procedere. Sempre meglio chiedere che cosa si può fare per aiutare e alleviare questo difficile momento.

13) Perché?

Naturalmente, si può parlare del perché si sta separando, ma è importante scegliere il momento giusto e soprattutto non trattare la questione come una notizia da cronaca rosa, specie se c’è di mezzo un’altra/o. Ci vuole rispetto e cura nel parlare di temi cosi intimi, ancor più se l’altro ha mantenuto un riserbo dentro di sé, non confidando mai le motivazioni del fallimento della storia o ha affrontato da solo e per lungo tempo la sua infelicità. Anche in questo caso, provate a chiedere dolci, con una domanda più aperta “Ti va di parlarne?”

14) Noi ti avremmo invitato a cena, ma erano per lo più coppie.”

A nessuno piace sentire a posteriori di non essere stato invitato ad una cosa a cui sarebbero stati invitati se solo facessero parte di un duo. I separati non sono né contagiosi né odiano le altre coppie. E soprattutto sono perfettamente consapevoli che nel mondo le altre coppie continuano ad esistere nonostante loro! E poi non abbiamo nessuna previsione di cosa e che atmosfera possa far star meglio e più a proprio agio chi si separa: se una banda di single agguerriti o un gruppo di coppie con le loro consuete dinamiche. Lasciamo piuttosto che sia il nostro amico a comunicarci che tipo di condivisione preferisce e cosa possa farlo sentire meglio.

15) “Mi sconvolge tutto questo in quanto vi amo entrambi/eravamo una comiitva così affiatata!.”

La verità è che la separazione non si limita ad allontanare i coniugi, ma può cambiare drasticamente i rapporti con gli amici e le dinamiche familiari. Eppure, questo commento si presenta come egoista, non è che lei/lui dovrebbe stare con il partner solo per mantenere la vostra vita sociale e familiare imperturbabile! Va bene farle sapere che sei triste per questo cambiamento e perché sarai costretto a “dividere” il tuo affetto per loro o peggio ancora a scegliere tra loro, ma non ha certo bisogno di occuparsi del tuo di disagio per questo. Meglio essere empatici flessibili e ascoltare il suo di disagio a tale cambiamento.

16) Ma almeno ti ha lasciato la casa?/ ma almeno ti da il mantenimento? (in genere è per le donne)
Parlare di risvolti economici e concreti per quanto importanti nella vita di chi si separa e deve ricominciare su molti aspetti, risulta cmq una intromissione indelicata e cinica che non tiene conto del fattore emotivo e sentimentale che la persona sta vivendo e di cui sente maggiormente il bisogno di parlare. Meglio focalizzare l’attenzione su aspetti più ampi e lasciar dire all’altro cosa lo fa star meglio in questa difficile situazione.

16)”Buon per te, gli uomini/le donne sono tutti “stronzi/e!”

Si potrebbe pensare che un commento come questo suoni fraterno e solidale, o anche divertente, ma può invece risultare fastidioso e superficiale. Non inquiniamo il suo sentimento di speranza circa il suo futuro romantico con affermazioni insopportabilmente negative distruttive, che peraltro sono magari il frutto della nostra esperienza fallimentare. Meglio ragionare insieme, magari in una serata tra amici su come riuscire a penetrare nel misterioso mondo dell’altro sesso!!!

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