10 Consigli Utili per Gestire la Suocera

cinema

Suocera VS Nuora

“La vipera che morsicò mia suocera morì avvelenata!”. Questo detto popolare ben identifica scherzosamente la qualità di rapporto che in genere c’è tra suocera e nuora e che troppo spesso diviene una serie causa di frattura relazionale. Tra i problemi che si trattano nelle terapie di coppia il capitolo “suocera” non manca mai! Lì dove infatti la nuora non venga percepita con grande affiatamento come un’altra figlia (o la suocera come una madre), o che sia volutamente distante dalla nostra vita, è molto probabile che anche nelle condizioni migliori, sia sempre latente del conflitto e della competizione. Questo perché al centro c’è lui: il figlio maschio! Psicologicamente, infatti, il rapporto tra una donna e il suo figlio maschio (specie se è l’unico) è un rapporto molto stretto intenso e a volte simbiotico e invischiato. La madre (soprattutto quella italiana!) ha, infatti, una maggior propensione ad accudire/viziare il figlio, ad accompagnarlo ed essere onnipresente nelle sue fasi di crescita e a rallentare il naturale processo di svincolo e autonomia. L’uomo che possiamo ritrovarci affianco, può, quindi, anche se in età matura, essere ancora appieno un “figlio” con tutte le sue esigenze di cura immutate e ormai incancrenite. Se questo è il profilo del nostro partner allora, è assai probabile, che l’incontro con la suocera diventi uno “scontro” su tutto, perchè emotivamente il presupposto di base è: “come lo conosco io e come lo accudisco io tu non ci riuscirai mai!”. Su questa sottile sfida si basano in genere questi rapporti in cui la nuora sarà, quindi, tutta protesa alla difesa del suo territorio e del suo ruolo di legittima compagna che sente continuamente minacciato dalle invadenze della di lui madre. Quest’ultima dal canto suo, nella “morbosità” del suo amore, può tendere inconsciamente ad idealizzare la figura della donna che suo figlio “meriterebbe”, rendendo quindi tale prospettiva impossibile da realizzare. In poche parole: Nessuna altra donna andrà mai bene…a meno che non accetti il suo predominio e si renda quasi trasparente lasciando a lei la gestione del figlio e della sua vita. Il rapporto di forte gelosia tra nuora e suocera può, ovviamente, essere inasprito dall’indolente atteggiamento di lui, che trovandosi tra due fuochi e, soprattutto, non avendo mai sviluppato capacità di contrasto con la madre, non farà sentire la compagna difesa, tutelata e al primo posto dentro la relazione. Psicologicamente, infatti, l’elemento di maggior frustrazione, rabbia e delusione, per la donna, in questi casi, non è dato tanto dalle invadenze e ingerenze della suocera, quanto bensì dalla passività del partner che non ponendo freni alla madre, le conferma la sua teoria di essere “l’unica donna della sua vita” e al contempo scredita e non protegge il bisogno della partner di essere la donna “più importante della sua vita” .

Strategie del “quieto vivere”

E’ evidente che trattandosi della madre del nostro partner è d’obbligo cercare di mantenere un atteggiamento paziente e comprensivo. Se abbiamo scelto un uomo che davvero ha sempre avuto come principale riferimento femminile la madre, allora dobbiamo anche essere consapevoli della solidità di tale legame e rispettarlo. Evitiamo da subito la competizione, proviamo piuttosto a costruire un alleanza con lei (é tanto brava con la pasta fatta in casa? Bene facciamole preparare intere teglie di lasagne da surgelare!). Anche se stiamo per esplodere proviamo invece a darle il senso che per NOI non esiste la competizione perché siamo perfettamente conscie della diversità dei due ruoli, insomma facciamo decadere ogni spunto di duello e strategicamente proviamo a capire come, di caso in caso, possiamo trasformare a nostro vantaggio la dinamica invischiata del loro rapporto. (es: perchè non fai venire la mammina cosi io vado con la mia amica due giorni alla SPA?”). Ma la cosa più importante è sforzarci di conoscerla come donna prima che come “suocera” e cercare di farle conoscere come noi siamo davvero, passiamo più tempo da sole con lei, la maggior parte dei contrasti, infatti, nasce sempre quando c’è di mezzo anche il figlio. Interessiamoci alla sua vita e alla sua storia personale, facciamoci raccontare dettagli, aneddoti e particolari sul nostro compagno, insomma facciamola sentire sempre comunque al pimo posto ed empatizziamo con il suo bisogno di sentirsi ancora importante, questo la renderà sicuramente più dolce e noi magari avremo guadagnato una persona cara in più! Il modo migliore per non farsi sopraffare è essere sempre gentili, educate ma assertive! Un po’ come tracciare un confine che, però, sia ben chiaro, è tratteggiato da corrente elettrica! L’importante è provare a capire da subito in che rischi di invadenza incorriamo, così da strutturare da subito, all’inizio del rapporto, piccole regole IRREMOVIBILI! A seconda infatti del grado di pericolosità che prevediamo, sarà necessario calibrare la vicinanza e la frequentazione con la suocera; non c’è niente che amplifica di più il conflitto che partire in quarta per ingenuità e poi essere costrette a brusche battute d’arresto “salva vita”, che non faranno altro che alimentare la discordia e la triangolazione con il figlio. Non dimentichiamoci, inoltre, di lui, del nostro compagno! Ricordiamoci che ¾ della fatica della “gestione suocera” che saremo costrette a fare, è perché lui non la farà per noi! Pertanto, sempre con dolcezza e amorevolezza, “portiamolo” dalla nostra parte, ricordandoci che se ha scelto di vivere con noi piuttosto che con la mamma, un motivo ci sarà..beh sfruttiamolo!!!! Quando siamo tutti e tre insieme cerchiamo di dimostrarle complicità alleandoci con lei “contro le piccole e minuscole imperfezioni” del figlioletto, lasciamo che sia a lei a criticarlo aspramente e quando lo fa, allora, noi proteggiamolo con dolcezza, facendo trasparire il nostro sentimento d’amore così da rassicurarla e sentirci autorizzate a chiederle “di star fuori” quando vorremo, invece, il nostro spazio intimo con lui. Insomma scegliamo dei punti irremovibili di gestione della nostra vita e proteggiamoli con dolce fermezza e tutti gli altri “concediamoli” a lei così da farla sentire parte della nostra vita senza farle accendere la fiamma della gelosia. Accettiamo sempre di buon grado i suoi consigli anche se non intendiamo seguirli, alla fine eviterà di darceli! Cerchiamo senza spersonalizzarci di “interpretare” un pochino il ruolo della donna che più le aggrada, se detesta le minigonne ascellari evitiamo di metterle al pranzo domenicale! Cerchiamo di non scivolare in facili critiche lì dove abbiamo capito come ama gestire la sua vita e, fino a poco fa, quella del nostro compagno. Evitiamo, inoltre, anche se lo abbiamo sbranato fino ad un attimo prima, di polemizzare con lui o essere astiose o peggio ancora non accudenti davanti a lei, ricordiamoci sempre che è su questo punto che lei si sentirà più forte. Lasciamole viziare i nostri figli, senza fare su questo battaglie psicoeducative, basterà circoscrivere il loro tempo di frequentazione e insegnare ai bambini che a casa devono rispettare le regole ma che potranno divertirsi a trasgredirle con la nonna! Evitiamo di metterci in competizione con le altre nuore o “aizzare” il nostro partner sul diverso “trattamento” che lei riserva agli altri fratelli, perchè entrare nelle dinamiche familiari e giudicarle è una “strada di non ritorno” di cui dovremo assumerci la completa responsabilità. Andiamo, invece, alla ricerca dei suoi pregi..ne avrà pure qualcuno! E su questo costruiamo il più possibile le nostre interazioni, tale atteggiamento ci aiuterà ad apprezzarla di più, a minimizzare le sue ingerenze, a farla sentire accettata e, soprattutto, a”distrarla” dai suoi tentativi di manipolazione della nostra vita.

E poi dieci cose da non dirle mai:

1) No grazie preferiamo andare da mia madre

Se possibile cerchiamo di evitare di sottolineare l’inevitabile preferenza di stare con la nostra di madre, per quanto comprensibile lei userà con suo figlio contro di noi tale sentimento, con il rischio di costringerci a “dividere” equamente le frequentazioni che alla fine risulteranno solo uno stress per entrambi. Ricordiamoci che anche nostra madre è “la suocera” per il nostro partner, con tutto quello che ne deriva, e mettercelo contro sottolineando la nostra indisponibilità verso la sua famiglia non servirà a niente. Meglio frequentare in pace e in sordina i nostri affetti senza pubblicizzarlo tutte le volte e sollecitare polemiche e recriminazioni.

2) Non ho chiesto la tua opinione

Assumere un atteggiamento così esplicitamente ostile e infastidito di certo provocherà una rottura irreparabile e genererà un’offesa che lei non dimenticherà e che ci farà tacciare per sempre come “maleducate”, arroganti e, peggio ancora, come dominanti nella relazione con il nostro partner, che probabilmente non prendendo nessuna posizione, risulterà il suo povero figlio succube della strega cattiva. Anche se non tolleriamo la sua opinione, meglio accoglierla e tra noi rifletterci anche su, tra le tante capiterà di certo un buon consiglio!

3) Se tu lo avessi educato meglio…

Che ci piaccia o no, lei pur consapevole di tutti i singoli difetti del “suo bambino”, non potrà tollerare nessuna critica sull’uomo che è diventato e su quanto lei stessa ne sia largamente responsabile. L’istinto di madre la porterà a difenderlo, a minimizzare, o ad addebitare a noi la causa dei problemi e dei contrasti relazionali. Meglio adottare il paradosso e chiederle com’è possibile che nonostante la sua educazione lui ancora non sia cresciuto!

4) Tuo figlio non ha mai mangiato una pasta al forno cosi buona!

Mai sfidarsi con la suocera sulle arti culinarie. Se è una brava cuoca, saremo “tormentate” dalle lodi nostalgiche che continuamente il nostro partner le farà anche in sua assenza, ogni qualvolta gli proporremo un piatto. E lei lo sa ed è il suo cavallo di battaglia; provocarla su questo la farà irritare moltissimo o peggio ancora ci farà giudicare come delle millantatrici buone a nulla tra i fornelli e causa del totale deperimento fisico del loro bambino. Se invece non è una cuoca straordinaria allora risulterà un colpo basso alla sua identità di madre che immediatamente ci restituirà appena troverà un varco nelle nostre di debolezze. In entrambi i casi meglio coinvolgerla condividendo consigli e ricette particolari.

5) Mio marito è un perfetto casalingo..

Elogiare le capacità di saper fare le faccende di casa, stirare, cucinare, etc, del nostro partner, per quanto nella nostra società sia ormai un fatto di condivisione scontato e giusto nella relazione, lei comunque non lo gradirà. Per quanto razionalmente possa comprenderlo, inconsciamente si focalizzerà solo su quanto i nostri impegni ci facciano trascurare il figlio “che non solo lavora tanto ma deve anche occuparsi di mandare avanti la casa”. Gratifichiamo invece in privato il nostro partner su quanto è bravo, ma davanti a lei continuiamo a darle l’idea rassicurante che siamo in grado di gestire tutto da sole e alla perfezione.

6) Nelle mie precedenti storie…

Tassativamente vietato parlare di ex e di storie precedenti, ricordiamoci che è la madre del nostro partner e potrà facilmente interpretare il nostro “curriculum sentimentale” come sinonimo di leggerezza e inaffidabilità relazionale, e non perdere occasione per farcelo notare o per insinuare al figlio dubbi e perplessità sui nostri comportamenti. Meglio essere vaghe sul nostro passato e sottolineare invece la fortuna che abbiamo nell’aver trovato quell’angelo di suo figlio!

7) Certo che puoi venire, c’è un ottimo B&B dietro casa

Per quanto la sua presenza sia per noi intollerabile, o per quanto viviamo in un bilocale, non ospitarla a casa è come dichiararle guerra. Lei sa certamente (grazie al figlio!) di tutte le volte che abbiamo ospitato amici e nostri parenti, e spedirla fuori casa sarà visto come un inequivocabile attacco a lei, si sentirà rifiutata, ingombrante, non gradita, e ingiustamente estromessa dalla nostra vita. Meglio allora “lasciarle” casa e andare noi in albergo, ne approfitteremo per concederci un po’ di insolita intimità con il nostro uomo e le appariremo pronte al sacrificio, disponibili, gentili e incredibilmente generose!

8) Certo non sono io la tua preferita..

In ogni relazione familiare ci saranno delle debolezze verso alcuni membri a discapito di altri, è un aspetto umano inevitabile e nostra suocera non sarà certo un eccezione. Impariamo da subito a rispettare i suoi sentimenti e le sue “preferenze” per le altre nuore o per gli altri fratelli del nostro compagno, o peggio ancora per gli altri nipoti, per non cadere nella trappola terribile dei paragoni (“fa ogni cosa per loro e per noi niente!… Guarda come tratta i nostri bambini e come tratta i loro..etc”). Per quanto possa farci soffrire, o sembrarci un’ingiustizia, sarà sempre meglio che accendere esplicite competizioni e gelosie. Evitiamo di intrometterci nella sua dinamica familiare amplificando i conflitti e tormentando il nostro partner con la pretesa che “si faccia rispettare”. Cerchiamo invece di assumere un atteggiamento tranquillo, di fare dove possibile da “paciere” o, al massimo, comunichiamole sinceramente quanto alcuni suoi atteggiamenti ci facciano star male o facciano star male il figlio; lei probabilmente non li cambierà ma noi almeno ci sentiremo più leggere.

9) Tuo figlio e le sue arti amatorie..

Lasciamo pure che il sesso resti un tabù e non diventi un argomento di conversazione, è nostra suocera non la nostra intima amica. Che il nostro compagno sia un mago delle lenzuola o un amatore terribile, lasciamo che questo argomento rimanga fuori dal nostro rapporto con lei. Critiche o elogi risulteranno comunque imbarazzanti e controproducenti, con la differenza che nel primo caso sarà certamente per colpa nostra, mentre nel secondo, sarà tutto merito di come lei lo ha cresciuto! Meglio rimanere sul piano dell’affettività e su questo farsi confidenze, chiedere consigli e creare una complice alleanza contro il nostro (di entrambe!) maschio preferito.

10) Non vedrai più i bambini cosi spesso

Qualunque sia il motivo che ci spinge ad essere infuriate con lei, non usiamo mai i nostri figli come arma di ricatto. Che ci piaccia o no, se teniamo a bada la nostra opinione su di lei, lasceremo i nostri figli liberi di viversi il loro rapporto personale, esclusivo e speciale con la nonna. Sentiamoci libere di limitare il nostro tempo di frequentazione e anche di “bandirla” come suocera, ma non lasciamo che il nostro astio ricada psicologicamente sui nostri figli, che invece, lì dove hanno la fortuna di averle, necessitano di tali figure relazionali per una più sana crescita evolutiva. Se il nostro stile educativo è positivo e saldo, nessun comportamento della nonna riuscirà e minarlo, lasciamo, quindi, pure che i nostri figli apprendano la differenza degli stili educativi e si arricchiscano emotivamente godendone di entrambi. In definitiva cerchiamo sempre di vedere la suocera/nonna come una risorsa da utilizzare e favorire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *